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La protesta dei “Gilet Gialli” d’oltralpe

La protesta dei «giubbotti gialli» Popolo contro élite?

Tanti cittadini cercheranno di bloccare il traffico in oltre 400 punti per chiedere la diminuizione del prezzo del carburante. Provinciali e rurali contro i parigini, accusati di essere ecologisti per privilegio

Priscilla Ludovski, 32enne venditrice di cosmetici, prima dell’estate ha lanciato una petizione online per chiedere la diminuzione del prezzo del carburante. Poi è arrivata Jacline Mouraud, terapeuta via ipnosi 51enne, che ha girato un video antigovernativo visto sei milioni di volte. Oggi le firme sono arrivate a 800 mila, e la protesta di sabato 17 novembre punta a paralizzare la Francia per un giorno intero. Indossando il giubbotto giallo di sicurezza o esibendolo dietro il parabrezza, tanti cittadini cercheranno di bloccare il traffico in oltre 400 punti già individuati sulla carta di Francia. È una rivolta spontanea, nata come a-partitica, che comincia a essere recuperata dall’estrema destra anti-Macron di Marine Le Pen ma anche dalla sinistra radicale — ugualmente anti-Macron — di Jean-Luc Mélenchon.  Dicono che ci saranno anche dei fascisti, ma chi sono io per fare la selezione? Non
è un problema mio», dice il tribuno populista, ricordando in questo la vecchia uscita di Beppe Grillo a proposito di Casa Pound.

Anche in Francia non è tempo di andare per il sottile, ma di cavalcare una rabbia diffusa, generica, che qualche anno fa è stata espressa dai «berretti rossi» bretoni contro l’ecotassa e oggi prende la forma dei «giubbotti gialli» indignati per l’abolizione degli incentivi per il diesel. Il presidente Emmanuel Macron liquida i manifestanti come «quelli che vogliono bloccare tutto», e difende l’idea di scoraggiare gradualmente i carburanti fossili per favorire il diffondersi dell’auto elettrica e dei trasporti in comune. Ma i «giubbotti gialli» pensano sia l’ennesima dimostrazione di disattenzione, quando non disprezzo, nei confronti dei non parigini che non hanno il metrò a disposizione né possono andare a lavorare in monopattino elettrico. Al posto della lotta di classe, l’ormai consueta battaglia tra popolo — di estrema destra o estrema sinistra non importa — e élite, ma con una variante geografica tutta francese: provinciali e rurali contro i parigini, accusati di essere ecologisti per privilegio.

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